RICONOSCIMENTI SILENZIOSI
E così, dopo il Natale, restano gli oggetti, soprattutto restano le presenze, le parole ascoltate, gli abbracci ricevuti.
Regali che ci fanno sentire “visti” ed sono spesso una risposta, più o meno consapevole, ad un pensiero silenzioso che mette in risalto quanto veniamo riconosciti e pensati dall’altro.
Ci sono poi le visite, quelle attese, cariche di ritualità, e quelle che arrivano all’improvviso, che scaldano il cuore, aprendo ricordi ed emozioni antiche.
E infine ci sono gli auguri che non ti aspettavi. Un messaggio, una telefonata, una parola che arriva a scaldare parti rimaste in silenzio a lungo, portando con sé una storia, un legame, un “ti ho pensato” che può sorprendere o spiazzare.
Il post-natale è uno spazio prezioso che lascia affiorare il senso di quanto ricevuto realmente.
Oggetti, parole e gesti che riattivano dinamiche antiche: il bisogno di essere scelti, la paura di non contare, il desiderio di riparazione.
I regali dicono tanto di noi: a volte doniamo ciò che avremmo voluto ricevere,
altre volte visitiamo per non sentire una distanza,
spesso facciamo auguri per dire ciò che non sappiamo dire in altri momenti.
Forse il dono più maturo, finita la festa, è concederci di sentire ciò che resta.
Perché anche una visita breve può raccontare un desiderio.
Anche un augurio tardivo può svelare un legame.
E anche ciò che non ci aspettavamo può diventare un punto di contatto con una parte autentica di noi.
Buona giornata ed ancora auguri!✨️🎄

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