AMORE O ANNULLAMENTO?

“Ogni bambino troppo buono diventa un adulto infelice.”
Una frase provocatoria che invita a riflettere.
Molti bambini imparano presto che per essere amati devono essere buoni, bravi, non devono disturbare, non devono arrabbiarsi, non possono deludere. Così iniziano a mettere gli altri al primo posto, perdendo il contatto con sé stessi.
Nel tempo, questo meccanismo ha un costo: le emozioni vengono represse, perché rabbia e tristezza sembrano “sbagliate”; i confini personali si fanno deboli, perché dire “no” non è mai stata un’opzione; nasce così il bisogno di compiacere gli altri per sentirsi accettati ed amati, mentre l’autostima dipende sempre dallo sguardo esterno. E spesso si sviluppa anche un perfezionismo silenzioso, fatto di paura di sbagliare e ansia di deludere.
Così quei bambini diventano adulti capaci ed empatici, ma anche stanchi, sotto pressione, disconnessi da ciò che sentono davvero.
Di fatto il problema non è la bontà, ma lo diventa quando questa diventa rinuncia a sé.
Crescere davvero significa accettare che si può essere amati anche quando diciamo “no”, anche quando ci arrabbiamo: imperfetti, a volte scomodi, ma veri e autentici.
Ma se per essere amato devi sparire, allora non è amore è annullamento.