QUELLE CATENE INVISIBILI

“Non ci si illumina immaginando la luce, ma diventando consapevoli del buio.” – Carl Gustav Jung


Ci sono parti di noi che vorremmo cambiare, lasciare andare, superare.Eppure continuiamo a ripetere gli stessi schemi, a fare le stesse scelte, a inciampare nelle stesse difficoltà.A volte perché, senza rendercene conto, abbiamo stretto un patto di lealtà invisibile con la nostra storia.Una lealtà verso la famiglia, verso chi ci ha cresciuto, verso il dolore che abbiamo conosciuto o verso il ruolo che abbiamo imparato a ricoprire fin da piccoli.Così continuiamo a portare pesi che non ci appartengono più, convinzioni che ci limitano, paure che ci impediscono di esprimerci pienamente.Il “buio” non come qualcosa da combattere o eliminare, ma come ciò che attende di essere visto: è l’insieme delle ferite, delle emozioni negate, dei bisogni inascoltati e delle lealtà inconsapevoli che continuano a guidare le nostre scelte.Diventare consapevoli significa avere il coraggio di chiederci se quella determinata strada la stiamo scegliendo noi, oppure la stiamo percorrendo per rimanere fedele a una storia che non ci rappresenta più.La vera trasformazione avviene quando accendiamo una luce dentro le nostre zone d’ombra e scopriamo che ciò che ci limitava non era il buio, ma il non averlo mai guardato.A volte il più grande atto d’amore verso la propria famiglia non è continuare a ripetere la sua storia, ma concedersi il permesso di scriverne una nuova.