E poi… arriva qualcosa che fa ripartire..
Ci sono persone che hanno attraversato tempeste che pochi hanno il coraggio anche solo di immaginare. Acque burrascose, cieli senza stelle, correnti contrarie che sembravano voler spezzare l’albero maestro del loro essere. Eppure, anche quando tutto sembrava perduto, la loro barca è rimasta a galla,a volte sbattuta, sfiancata, silenziosa, ma presente.
Donne speciali che conoscono il mare della vita come pochi altri: conoscono le sue improvvise strambate, le bonacce che immobilizzano, eppure, la loro forza sta proprio lì: nel non essersi mai completamente arrese. Magari hanno ammainato le vele per un po’, hanno lasciato che il mare le portasse alla deriva, ma non hanno mai smesso di essere barche.
E poi, arriva un momento, un istante impercettibile, spesso silenzioso, che spinge nuovamente ad andare.
È il tempo di tornare al timone, il tempo di issare di nuovo le vele, il tempo di dirsi:
“Riparto da me” perché il vento ritorna sempre!
Ma per farlo, serve un permesso speciale: il permesso di fermarsi e di riconoscersi come perdona come donna, per ciò che si è sopportato, per ciò che si è diventati.
Serve il coraggio di guardarsi allo specchio e vedere non solo le cicatrici, ma anche la dignità di chi ha attraversato l’oceano, perché chi ha vissuto criticità profonde, riparte con una maggior consapevolezzasa, dopo aver imparato, a caro prezzo, a leggere i segnali del cielo, sentire i sussurri del vento, comprendere che la rotta non è mai davvero dritta, ma bisogna sempre fare i “bordi” per non contrastare il vento.
La vita, come il mare, non garantisce certezze, ma offre infinite partenze, e quando ci si dà valore, quando ci si riconosce come fonte ancora viva, ancora vibrante, ancora degna di navigare… allora anche la barca più provata può ri-prendere il largo.
Non per dimenticare la tempesta, ma per ricordare a sé stesse che il mare, anche quando fa paura, può ancora portare verso terre nuove. ⛵️

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