TRA BISOGNI E DOVERI

I “doveri” iniziano da quando siamo bambini.
Non devi piangere,
non devi esternare emozioni,
devi essere grato ai tuoi genitori,
devi essere all’altezza delle loro aspettative;
a scuola devi essere bravo, educato, a volte il primo della classe, disciplinato sempre adeguato.
Non devi sudare potresti prendere freddo e ammalarti,
non devi giocare nel fango potresti sporcarti, devi stare composto a tavola.
Infine devi essere grato e riconoscente anche se non sei felice.
Le cose non cambiano molto quando si cresce: devi essere un bravo lavoratore, un ottimo marito o una moglie perfetta, ad ogni modo sempre all’altezza dei desideri di qualcun altro.
Così cresce il divario fra l’immagine che ci siamo creati per essere all’altezza delle altrui aspettative e quello che realmente vorremmo essere. Quando però questa distanza diventa eccessiva, il malessere interiore risulta insopportabile e a volte può condurre a gesti estremi o poco consoni alla vita costruita con “pezzi” non sempre nostri.
Ci chiediamo mai quali siano i nostri reali bisogni, desideri e aspettative? Ci fermiamo mai a fare domande su di noi? Spesso preferiamo continuare ad inseguire ciò che è stato delineato e definito da altri, pur di avere approvazione e riconoscimento.
Spesso la consapevolezza nasce dopo un periodo più o meno lungo di malessere, o durante il viaggio che facciamo dentro noi stessi, dove impariamo a darci il permesso di essere meravigliosamente incoerenti ed imperfetti, impariamo che piacere a tutti nuoce gravemente alla salute, ma soprattutto impariamo ad essere fedeli alle nostre virtù, anche con il rischio di deludere chi ci voleva differente.